Toyota C-HR: linea aggressiva, animo tranquillo ed ecologico

 

Il suo messaggio è forte e punta dritto al cuore del mercato oltre che alla testa degli automobilisti. Perché l’auto fa centro sotto molti aspetti e riunisce in un’unica proposta tanti temi e tanti vantaggi spesso ricercati in auto diverse. La C-HR mette d’accordo i più esigente automobilisti attenti alla cura estetica e alle forme moderne con chi desidera un mezzo pratico, dalla seduta alta e con grande spazio a bordo. Il confort del Suv imbrigliato dentro la linea di una coupé, un buon bagagliaio unito a dimensioni esterne ragionevoli e perfette per l’utilizzo urbano. Insomma se i suoi profili taglienti e le forme avveniristiche trasudano tecnologia e modernità, una volta all’interno non si resta delusi, grazie ad un cockpit di nuova concezione e forme hi tech sia per il cruscotto che per il tunnel centrale.
 

Non da meno anche il reparto motori dove svetta l’ecologica motorizzazione hybrid da 1.8 litri e 127 cavalli già noto per le sue doti di affidabilità e parco sia nei consumi che nelle emissioni. A quest’ultimo viene affiancato un propulsore benzina turbocompresso di ultima generazione, dalla piccola cubatura di soli 1.2 litri ma che eroga ben 116 cavalli uniti a una coppia di 185 Nm. Tutto parte dall’idea di un crossover compatto, ecologico e dalle forme futuristiche che prova a raccontare sé stesso ancor prima di salire a bordo. La sua sigla che diventa un nome Coupé High Rider, perché il concetto di design diventa prioritario rispetto alla stessa auto, pur trattandosi di un Suv di segmento C.

Il suo stile e le sue linee taglienti sono in pare mutuate dai cugini di Lexus (marchio di lusso del gruppo Toyota), il frontale nasce da un incrocio di forme poligonali, mentre nella vista laterale spicca il montante arretrato e dalla forma a pinna necessaria per far posto al finestrino posteriore.
La maniglia delle porte posteriori è nascosta nella carrozzeria mentre il tetto è scende basso e spiovente. La lunghezza è di 436, leggermente più corta della migliore concorrenza, mentre la larghezza è di 179 cm per 155 cm di altezza.

Fari anteriori lunghi e sottili, passaruota muscolosi e linea di cintura alta bilanciano perfettamente quel posteriore dalla “coda alta” con fari a Led che fanno da cornice a un lunotto di piccole dimensioni con uno spoiler alto e pronunciato. Per gli interni sono stati scelti materiali piacevoli al tatto e nuove soluzioni tecniche, come ad esempio lo schermo touch da 8” di tipo capacitivo. Buona l’abitabilità e spazio per le gambe. Bene anche i posti posteriori, forse più compressi dalla particolare forma sportiva dell’abitacolo ma validi sia in altezza che in profondità. Su tutti gli allestimenti è prevista la retrocamera di parcheggio che aiuta nella manovre, mentre solo la versione Lounge prevede di serie i sensori di parcheggio anteriori e posteriori con S-IPA (Simple-Intelligent Parking Assist).
Buono il volume del bagagliaio piuttosto regolare e profondo per un Suv con coda spiovente stile coupé, mentre segnaliamo anche qui la mancanza di gancetti appendi abiti sul posteriore (scelta spesso legata a norme di sicurezza in caso di incidente). In conclusione largamente promossa la C-HR sia sul lato dinamico/funzionale che dal punto di vista estetico per un’auto che si candida a diventare non solo un riferimento per il suo segmento ma che sembra già tra le principali candidate per essere inserita nella short list dell’Auto dell’anno 2016.

Una volta alla guida la prima sensazione riguarda il cruscotto e il ponte centrale, ben sagomato, intuitivo e ergonomico. Una volta accesa l’auto il fatto che non si avvii anche il motore termico ricorda pureagli smemorati che siamo alla guida di un ibrido Toyota. Cambio su D primo colpo di acceleratore e partiamo con il motore benzina ancora spento che però si avvia dopo pochi secondi. Il suo ingresso è dolce e silenzioso, così come il cambio di rumorosità non troppo evidente, lo sterzo è diretto e abbastanza reattivo e nonostante la corporatura da Suv l’auto mostra poca inerzia e un rollio veramente ridotto anche nelle curve più strette. Complici pneumatici con cerchi di grande diametro (18 pollici nella versione in prova), la vettura è rapida nei cambi di direzione, con uno sterzo preciso e solido, il tutto senza pregiudicare il comfort grazie a sospensioni dalla corsa lunga che digeriscono bene le asperità stradali. I consumi riscontrati durante il nostro test sulla versione ibrida, in un percorso sia urbano che extraurbano si sono attestati tra i 17 e i 22 km/l a seconda del traffico, delle velocità e del tipo di guida.

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