Nuova Hyundai Ioniq Hybrid

 

Interamente nuova, la Hyundai Ioniq è una cinque porte lunga circa quattro metri e mezzo, dalle linee filanti (ottimo il coefficiente di penetrazione aerodinamica Cx, pari a 0,24) e moderne, ma anche armoniche. Tra gli elementi distintivi, notiamo il frontale con fari sottili che si integrano nell'ampia mascherina a “U”, il tetto perfettamente ad arco e la coda alta, con le luci posteriori che affiancano la parte verticale del lunotto (quest'ultimo è diviso in due parti, disturbando un po' la visuale).

Le Hyundai Ioniq Hybrid sono spinte da un 1.6 a iniezione diretta di benzina, appositamente sviluppato per consumare poco. In effetti il rendimento energetico dichiarato è molto buono (40%); la potenza massima è invece relativamente bassa (105 CV), ma c'è da tenere conto che nelle accelerazioni è aiutato dal motore elettrico (che ha 43,5 CV nella Hybrid e 61 nella Plug-In). Questo secondo propulsore è posto tra quello a benzina e il cambio (robotizzato a doppia frizione a sei marce), e fa anche da generatore (quando viene trascinato dalle ruote) per ricaricare le batterie poste sotto il divano. Gli accumulatori sono del tipo litio-polimero e hanno una capacità di 1,56 kWh per la Hybrid.

 

La posizione di guida della Hyundai Ioniq è comoda, la vettura disponeva del sedile con regolazioni elettriche (inclusa quella del supporto lombare) e che addirittura scorreva automaticamente all'indietro all'apertura della porta, facilitando l'accesso; accesso che invece è un po' difficoltoso ai posti dietro, perché il profilo superiore della porta scende parecchio verso la coda, obbligando ad abbassare la testa. All'interno, comunque, il divano ospita bene due adulti, anche di statura alta; nella zona centrale, però, l'imbottitura è rigida. Il bagagliaio ha la soglia d'accesso non comoda (a circa 75 cm dal suolo) ma un ampio portellone; di discreta qualità il rivestimento in feltro e plastica. La capacità non è male (443 litri, che diventano ben 1505 a divano abbassato), ma è suddivisa tra il vano principale (alto soltanto 38 cm) e la vaschetta sottostante (con molti scomparti, adatti solo per gli oggetti più piccoli). Più sotto, c'è il vano per l'eventuale ruota di scorta (di serie c'è il kit Gonfia&Ripara).

 

Su strada, la Hyundai Ioniq Hybrid convince subito per il buon comfort: è un'auto silenziosa (anche se, a 130 km/h in sesta, il 1.6 è a 3100 giri) e che passa sullo sconnesso senza mai scuotere troppo gli occupanti. La risposta dei due motori all'accelerata è convincente: soprattutto in modalità Sport, lo scatto è pronto e porta a credere ai 10,8 secondi dichiarati per lo “0-100”; piuttosto rapido e fluido anche il cambio robotizzato a doppia frizione, che facilita la vita nel traffico e fa il suo dovere anche quando si guida un po' decisi o si deve effettuare un sorpasso. L'auto rolla poco in curva e ha una buona maneggevolezza; molto leggero in manovra, il volante si appesantisce (fin troppo) alle velocità medie e alte, per aumentare la sensazione di controllo. Si tratta di un comando preciso, ma non sempre omogeneo nello sforzo necessario per la rotazione.


Chiudiamo con qualche ulteriore considerazione sul sistema ibrido della Hyundai Ioniq. L'entrata in gioco o lo spegnimento di uno dei due motori avviene sempre con la massima fluidità. Inoltre, non esiste un tasto che attivi la modalità solamente elettrica, ma, in generale, in fase di partenza e usando con delicatezza l'acceleratore, si riesce a marciare solo “a corrente”, senza far partire il 1.6; la Hyundai dichiara che, in condizioni favorevoli (magari su un falsopiano) si possa viaggiare così anche a 120 km/h. Argomento di importanza fondamentale per un'ibrida sono poi i consumi. Ebbene, a fronte di una percorrenza media omologata di 29,4 km/l, il cruscotto ne ha indicati circa 21 dopo un percorso per la gran parte del tempo fuori città (il terreno proporzionalmente meno favorevole per le ibride): in attesa di effettuare rilevamenti precisi nel corso di una prossima prova, le premesse sono favorevoli. Ricordiamo poi che le ibride godono di altri vantaggi economici, variabili in base alle diverse amministrazioni locali, come l'esenzione dal bollo per alcuni anni, l'accesso gratuito o scontato alle ztl, il parcheggio gratis nelle zone che sarebbero a pagamento per gli altri veicoli meno “verdi”.

 
 

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